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Giorni contati per lil "range anxiety"?

Si parla sempre più di mobilità elettrica: aumentano i modelli offerti dai costruttori e l’attenzione da parte degli automobilisti. E presto la limitata autonomia, vero tallone d'Achille dei veicoli ZE, potrebbe trovare una soluzione grazie a un progetto italiano.
Mentre sono in corso di sviluppo progetti di estensione della rete per ovviare a questo problema, le aziende private e le università lombarde hanno iniziato a mettere a punto un sistema in grado di aumentare l’autonomia delle vetture dotate di motori elettrici. Il metodo consiste nel montare un piccolo motore a combustione interna che viene connesso ad un generatore elettrico in dotazione delle automobili elettriche.
La nuova soluzione è stata nominata Range-Extender System: si tratta di un progetto coperto dal brevetto europeo e sviluppato insieme da Robby Moto Engineering, dal Politecnico di Milano, da Acm Enginerring e da Meta System. Il Range-Extender System funge da generatore ausiliario che è in grado di ricaricare le batterie dell’automobile e quindi aumentare la sua autonomia in termini di chilometri. L’idea alla base della soluzione risale al 2017 quando la società Robby Moto Engineering iniziò a lavorare alla prima unità dedicata alla ricarica dei veicoli 100% elettrici da utilizzare nei casi di emergenza per raggiungere la prima colonnina di ricarica disponibile.
La cosiddetta “range anxiety”, l’ansia di rimanere senza chilometri a disposizione, potrebbe così avere le ore contate, anche grazie ai fondi europei di sviluppo regionale ( i POR- FESR).
Insomma, per non rimanere a piedi si ricorre al vecchio caro motore a scoppio. Se non è il gatto che si morde la coda, poco ci manca...

02/09/2019