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Italiani refrattari alla cintura di sicurezza posteriore

Sebbene l'articolo 172 del Codice della Strada abbia ormai 27 anni (30 aprile 1992), sono ancora tanti, circa il 50%, gli italiani che non utilizzano con regolarità le cinture di sicurezza quando siedono sui sedili posteriori delle auto. Lo rivela un’indagine commissionata da Facile.it e realizzata da mUp Research in stretta collaborazione con Norstat, che ha preso in esame le abitudini di un campione rappresentativo di passeggeri della popolazione nazionale.
Oltre a essere un obbligo sancito dal codice della strada, l'uso delle cinture di sicurezza costituiscono una vera e propria tutela dell'incolumità dei passeggeri, e in quanto tale dovrebbe essere sollecitato 'in primis' dallo stesso conducente.
Eppure sarebbero qualcosa come 24,5 milioni le persone che non rispettano regolarmente la norma. Va meglio se si prende in considerazione la parte anteriore del veicolo, dove più di nove intervistati su 10 sostengono di utilizzare con costanza i dispositivi di sicurezza previsti dal nuovo codice della strada.
Dalla ricerca emergono differenze su base territoriale abbastanza accentuate. L’uso delle cinture posteriori è meno diffuso al Sud e nelle Isole (dove il 65,3% non le allaccia) rispetto al resto d’Italia. Notevoli sono le differenze per fascia d’età: i giovani sembrano essere molto più propensi ad allacciare le cinture posteriori (49,5% della fascia dai 18 ai 24 anni) , contro il 42,5% per quella dai 35 ai 50 anni. Quanto al genere, risultano più disciplinati (il 46,4% dei maschi rispetta la norma, contro il 41,9% delle femmine).

28/05/2019