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Milano e le inefficaci limitazioni dell’Area B

Dallo scorso 25 febbraio è entrata in vigore l'Area B, con il divieto di circolazione ai veicoli più inquinanti che coinvolge quasi tutto il territorio della città (l’unica esclusa è l’Area C del centro storico).
Quest’area rappresenta la zona a traffico limitato più grande d’Italia, includendo il 97,6% dei residenti milanesi. I divieti sono attivi dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30 e interessano le vetture diesel che rispettano la normativa fino alla Euro 3, quelle a benzina Euro 0, i veicoli a doppia alimentazione gasolio-GPL e gasolio-metano Euro 0, 1, 2, e i mezzi pesanti con lunghezza superiore ai 12 metri. A partire dal primo di ottobre 2019, il divieto si estenderà anche ai diesel Euro 4 senza FAP, e a quelli Euro 3 e 4 con FAP di serie e con un valore di particolato superiore a 0,0045 grammi per chilometro.
Il provvedimento del Comune dovrebbe ridurre le polveri fini (i PM10) di circa 25 tonnellate entro il 2026, nonché far calare le emissioni di ossidi di azoto di circa 1.500 tonnellate.
Il provvedimento Area B interessa la quasi totalità del territorio milanese. Attualmente sono attive 15 telecamere in altrettanti varchi posti sulle principali vie di accesso alla città, un numero che salirà a 98 entro la fine di quest’anno e a 188 entro il 2020. Tuttavia, fino alla fine del 2019, tutti gli automobilisti avranno a disposizione 50 giorni di circolazione libera, mentre il prossimo anno la deroga scende a 25 giorni per i residenti e a 5 giorni per i non residenti.
Tuttavia, complice l'assenza di pioggia e lo scarso regime di ventilazione, l'aria di Milano resta pessima.

01/03/2019