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Sconti scatola nera e bonus Sud: che fine hanno fatto?

L’annunciato taglio dei prezzi della Rc auto al Sud annunciato da Luigi Di Maio in ottobre assieme ad altri contenuti della Legge di bilancio per il momento sembra accantonato. Le obiezioni tecniche devono aver preso il sopravvento, sebbene resti l’esigenza di fare qualcosa per la RC auto, come la proposta originaria del vicepremier M5S implicitamente ammette.
Del resto proprio in questi mesi sono entrate a regime le novità per stroncare le frodi sull'attribuzione della classe di merito e si sta lavorando per dare una normativa vera alle scatole nere, in modo da renderle davvero affidabili. Inoltre, si sta iniziando a discutere su come superare il sistema del bonus malus e le sue iniquità.
Ma si profila già una minaccia per i consumatori. Essa è contenuta nella legge concorrenza, che dovrebbe favorirli e invece prevede che i dati delle scatole nere possano essere raccolti praticamente senza limiti quando il consumatore stesso accetta liberamente di farsi schedare e monitorare dalla compagnia assicurativa. Se invece accetta solo di farsi montare la scatola nera per fruire degli sconti “obbligatori” (di convenienza non eccezionale) previsti dalla stessa legge e facilitare l’attribuzione delle responsabilità negli incidenti, la compagnia può raccogliere solo i dati proporzionati allo scopo.
Quali dati sono effettivamente proporzionati? Ed esiste un limite oltre il quale anche il consumatore che accetta di farsi schedare e monitorare ulteriormente deve comunque essere protetto da un’eccessiva invadenza della compagnia, che magari gli ha strappato il consenso promettendogli altri benefici ma poi cercherà di vendergli direttamente o indirettamente altri servizi o addirittura beni, anche di dubbia utilità o convenienza, sfruttando proprio quei dati per i quali ha raccolto il consenso del cliente?
Poiché le istituzioni al momento non rispondono, a queste domande potrebbe rispondere Antonello Soro, che presiede l’autorità garante della privacy dal 2012. Del resto era lui stesso che già a luglio 2015 aveva sollevato il problema, sollevando l'esigenza di definire ulteriori presìdi per il diritto alla protezione dei dati degli utenti, individuando le tipologie di dati personali trattati rispetto alla finalità perseguita.
Finora Soro non aveva avuto la possibilità di argomentare ulteriormente: il tavolo per la stesura del regolamento più importante sulle scatole nere (quello previsto sin dal 2012 coinvolgendo anche il Garante della privacy, per fissare le modalità di raccolta, gestione e utilizzo… dei dati raccolti e l’interoperabilità quando l’assicurato cambia compagnia) è partito solo adesso.

10/11/2018