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Evoluzione del brokeraggio assicurativo

“Il settore del brokeraggio assicurativo sta attraversando un delicato processo di transizione”, ha affermato Luca Franzi de Luca, Presidente di AIBA, presentando all’assemblea annuale dell’Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni la relazione sulla vita associativa e sul mondo del brokeraggio assicurativo.

“Siamo in piena fase di trasformazione. Da un lato la Direttiva Europea sulla distribuzione assicurativa (IDD) in vigore da ottobre con i correlati Regolamenti comunitari, dall’altro la rivoluzione in materia di privacy conseguente al Regolamento Gdpr, senza contare l’attuazione del decreto legislativo Antiriciclaggio, sono tutti fattori che vanno a modificare il quadro normativo del settore assicurativo, rendendo complessa la lettura di un mercato in evoluzione.

Inoltre, si assiste a una potenziale disintermediazione da parte delle compagnie tramite i canali tradizionali, vuoi per le novità normative e anche grazie alle nuove possibilità offerte dall’innovazione tecnologica che favoriscono l’aumento dei canali di distribuzione. Il settore del brokeraggio è stato inoltre caratterizzato da processi di acquisizione e fusione che hanno conseguentemente ridotto il bacino degli operatori, ma continua a essere il punto di riferimento per la gestione dei rischi del comparto produttivo del Paese, dei professionisti e della Pubblica Amministrazione, con una quota di mercato nei soli Rami Danni del 36,3% su un totale di circa 37 miliardi”.

IDD (Insurance Distribution Directive)

“Siamo alla vigilia dell’entrata in vigore della Direttiva Europea in materia di Distribuzione Assicurativa (IDD) che avrà efficacia a partire dall’ottobre prossimo”, ha spiegato Franzi de Luca. “AIBA ha seguito costantemente l’evoluzione della normativa svolgendo un ruolo attivo e propositivo. Il dialogo costruttivo con il legislatore, europeo e italiano, ha permesso di eliminare alcuni passaggi critici della bozza di decreto”.

L’entrata in vigore della IDD andrà a innovare l’intera materia assicurativa, “anche se al momento è difficile capire quale potrà essere l’impatto sulla categoria a causa della complessa normativa di secondo livello ancora al vaglio dell’Autorità di Vigilanza e del MISE. L’IDD nasce per aumentare la tutela del consumatore. Obiettivo condivisibile, a patto di non creare inutili aggravi alle aziende dal punto di vista burocratico. Una eccessiva esigenza di natura formale e burocratica va infatti a sottrarre tempo all’attività consulenziale del broker, ovvero il valore primario che caratterizza da sempre la professione. Più di una preoccupazione destano il pesante impianto sanzionatorio e la figura dell’intermediario accessorio, in ragione di una platea di operatori che cresce a dismisura, generando un eccesso di offerta che crea confusione e, allo stesso tempo, fornisce ai broker l’opportunità di intermediare la disintermediazione”.

Cyber Risk

Il rapido processo di digitalizzazione fa emergere nuovi rischi. Il rischio cyber è il più delicato e complesso del terzo millennio. Spesso circoscritto alla componente riguardante la tutela dei dati, il cyber risk riguarda invece tutti i processi gestiti dai software che nell’epoca dell’industry 4.0 tendono a essere sempre più invasivi nell’organizzazione aziendale. “AIBA sta lavorando molto su questo tema”, ha ricordato Luca Franzi de Luca. “Il mercato assicurativo sta gradualmente inserendo delle limitazioni nelle coperture assicurative tradizionali property & casualty che escludono le lesioni e i danni causati dal malfunzionamento, doloso o meno, dei software a governo dei processi. Ciò significa che il livello di scopertura cresce parallelamente al processo di digitalizzazione dell’azienda. Non basta sottoscrivere una polizza cyber per risolvere il problema, in quanto nella maggioranza dei casi si tratta di prodotti che escludono proprio i danni riconducibili alle coperture property & casualty. Il nostro obiettivo è quello di avviare un dialogo tra le parti per colmare questo evidente gap che potrebbe avere ripercussioni incalcolabili sul patrimonio produttivo, con impatti consistenti anche sui livelli occupazionali del nostro Paese”.

Nuove forme di Welfare

Gli stretti vincoli di bilancio imposti alla spesa pubblica hanno messo sempre più in difficoltà il sistema di welfare pubblico che deve confrontarsi con l’invecchiamento della popolazione, accentuando i problemi in termini di assistenza sanitaria e sostenibilità previdenziale. Il welfare aziendale è un tema centrale per AIBA. Ogni impresa, di qualsiasi dimensione, deve valutare l’opportunità di introdurre elementi di welfare nella propria politica retributiva, soprattutto dopo gli incentivi introdotti dalla Legge di Stabilità 2016. “I broker AIBA – ha aggiunto Franzi – sono in grado di sostenere al meglio le aziende nella realizzazione di un adeguato piano di welfare aziendale: hanno forti rapporti con il mondo delle imprese e nello stesso tempo hanno le giuste conoscenze assicurative determinanti in ambito di welfare. L’occasione è importante e deve essere colta”.

Il mercato assicurativo italiano 2017

Il totale dei premi del mercato assicurativo italiano ha registrato un decremento del 2,4% a 130,9 miliardi di euro, a fronte dei 134,2 miliardi di fine 2016. Un calo decisamente minore rispetto al -8,7% del 2016. La contrazione della raccolta premi è stata determinata esclusivamente dal comparto Vita, dove la raccolta premi è scesa a 98,6 miliardi di euro contro i 102,2 miliardi dell’anno precedente, a causa della forte riduzione della vendita di prodotti a contenuto finanziario.

Tendenza inversa per i Rami Danni che registrano invece un incremento dell’1,2%, a 32,3 miliardi di euro. Per il sesto anno consecutivo si è ridotta la componente Rc Auto (-2.0% a 13,2 miliardi) che incide oggi per il 40,8% sull’intera raccolta Danni (42,2% nel 2016). La produzione sviluppata dagli operatori europei in Italia è di ulteriori 7 miliardi di euro così suddivisi: 5 miliardi nel comparto Danni; 2 miliardi nel Vita.

I numeri dei broker

Il 2017 è stato caratterizzato da numerose operazioni di fusione e concentrazione che hanno interessato il settore del brokeraggio assicurativo, come si rileva anche dalla riduzione degli operatori attivi. Al 31 dicembre 2017 le società iscritte al Registro Unico degli Intermediari (RUI) risultavano essere diminuite del 3,7% per un totale di 1.634 aziende di brokeraggio (escluse le ditte individuali). In calo del 3,9% anche le persone fisiche (3.854), per un totale degli iscritti al RUI pari a 5.488.

Tenuto conto dei soggetti non operativi e delle persone fisiche con incarichi in società di brokeraggio, AIBA stima 2.359 aziende attive sul mercato italiano, nelle varie forme consentite dalle norme civilistiche e commerciali.

La percentuale di mercato della categoria, riferita alla raccolta premi delle compagnie italiane ed estere è stimata al 10,6% (11,5% nel 2016).

Nei soli Rami Danni il volume dei premi gestiti dai broker è stato di circa 13,4 miliardi di euro, per una quota di mercato intermediata dalla categoria, riferita alla raccolta premi delle imprese italiane ed estere, pari al 36,3%.

Va sottolineata l’impossibilità di confronto con i dati di altre istituzioni che non tengono conto della produzione effettuata dai broker tramite le agenzie.

La professione del broker continua a costituire un polo di attrazione per gli operatori del settore. Nell’arco degli ultimi dieci anni si rileva una forte crescita numerica sia delle società (+73,8%) sia delle persone fisiche (+33,2%).

Aiba conta oggi su 1.081 aziende associate, per una rappresentatività pari a circa l’85% del giro d’affari complessivo dei broker italiani.

Fonte AIBA

13/07/2018