News

Dieselgate anche per Mercedes

Senza fine lo scandalo delle emissioni conosciuto come "dieselgate", che dopo un periodo di silenzio adesso coinvolge anche un’altra Casa automobilistica di prestigio.
La KBA, l'Autorità tedesca dei trasporti, ha puntato il dito contro il costruttore Daimler (Mercedes-Smart), che avrebbe equipaggiato i propri diesel Euro 6 di dispositivi non conformi al regolamento per l'abbattimento delle emissioni di ossidi di azoto (NOx). Su oltre 700 mila mezzi Mercedes sarebbero stati adottati 5 defeat device illeciti, software installati sulle centraline dei motori che rilevano quando la vettura viene sottoposta a un ciclo di test per l'omologazione, riducendo le sue performance per limitare l’immissione in atmosfera di NOx. Nell'utilizzo su strada questo software si disattiva, facendo sì che la quattroruote proponga le prestazioni originali senza limitare la quantità di inquinanti.
L’accusa mossa dal Governo tedesco nei confronti di Mercedes ha portato una prima decisione di richiamare 238 mila veicoli del marchio nella sola Germania. Si tratta dei motori a gasolio che rispondono alla sigla OM 642 e OM 651, entrambi dotati di tecnologia BlueTech, che nello specifico coinvolgono i modelli Mercedes Classe C220d, GLC 220d e Vito119CDI.
La Casa tedesca si difende sostenendo che non sussiste alcun illecito perché il software lavorerebbe sulla gestione del motore e dei dispositivi di controlli ausiliari delle emissioni, intervenendo dunque solo per proteggere il propulsore e non per coprire i dati reali sulle emissioni. Tuttavia, il produttore ha deciso comunque di collaborare con le Autorità nella massima trasparenza, pur essendosi dichiarato contrario a estendere il richiamo al resto d’Europa (in tutto 774 mila veicoli).

27/06/2018