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Tornano gli eco-incentivi sull'auto?

Nel contratto di governo elaborato da Lega e M5s, il governo giallo-verde che potrebbe insediarsi a giorni, c'è una proposta che potrebbe riportare alla luce gli eco-incentivi per l'acquisto di nuove auto ecologiche. Il contributo, che determinerebbe un bell'effetto volano anche su RC auto e bollo, dovrà essere aggiornato - come spiega il documento - in base al tasso di diminuzione dei prezzi internazionali delle auto elettriche e servirà al rafforzamento della presenza sul territorio italiano di un sistema di vendita e delle infrastrutture di ricarica.
È prioritario, secondo il progetto di governo, utilizzare strumenti finanziari che favoriscano l'acquisto di un veicolo ibrido o elettrico nuovo” rottamando la vecchia auto a motore endotermico, ossia a benzina o a gasolio, oppure sostenendo interventi di "retrofit" nel caso di veicoli a combustione interna, in modo da renderli meno inquinanti.
sostanza, il progetto è quello di un incentivo a scalare, col prezzo in diminuzione delle vetture elettriche. Se la cosa va in porto, gli incentivi dovrebbero durare un paio di anni, visto che nel 2020 le auto elettriche dovrebbero arrivare ad avere prezzi competitivi rispetto vetture diesel e benzina.
Nel contratto c'è anche un'altra idea, ossia introdurre o sperimentare meccanismi premiali per l'incentivazione all'acquisto di mezzi a bassissime emissioni, in applicazione della regola comunitaria secondo cui chi inquina, paga.
Per quanto riguarda la ricarica delle auto alimentate a energia elettrica, cioè lo sviluppo del Piano nazionale infrastrutturale, il documento lega-M5S riporta che questo deve diventare strumento dinamico per risolvere i problemi di carenze infrastrutturali a livello nazionale e locale, contribuendo allo sviluppo della mobilità elettrica.
Più spazio a "car sharing" e "bike sharing". In quest'ottica, il nuovo governo contempla la necessità di “concedere spazi pubblici al car sharing” in virtù della crescita di auto elettriche nelle flotte, ma anche quella di “incentivare lo sviluppo di reti ciclabili urbane ed extra urbane unito a un sistema di bike-sharing” che possa integrare diversi sistemi di mobilità su ferro e gomma. Secondo le intenzioni, le ciclostazioni dovrebbero essere poste vicino ai parcheggi intermodali, alle stazioni, alle metropolitane e agli autobus e prossime a siti d'interesse turistico.
Tutta questa programmazione viene fuori per contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell'accordo sul clima di Parigi che prevedono di ridurre i gas serra contenendo l'aumento medio della temperatura del globo almeno entro i 2 gradi (se non entro un grado e mezzo). Uno dei driver dell'accordo internazionale sono proprio gli incentivi al mondo dell'auto.

24/05/2018