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I premi all’intermediario

Le commissioni speciali alle camere hanno dipanato le controversie assicurative:
«Il premio assicurativo pagato dal cliente non va versato direttamente sul conto dell’impresa assicuratrice», perché così «si mette spesso il distributore» di polizze, «soprattutto le imprese minori, in condizione di carenza di liquidità». Per questo, «il parlamento ha previsto che i pagamenti del contraente arrivino all’intermediario in modo sempre tracciabile. E che quest’ultimo possa scegliere tra il conto corrente dedicato o una fideiussione bancaria, garantendo però una capacità finanziaria permanente pari almeno al 4% dei premi incassati con un minimo di 18.750 euro», Lo ha rivelato ieri il senatore Daniele Pesco (M5s), relatore sul decreto legislativo che recepisce la direttiva sulla distribuzione assicurativa (n. 97/2016). Il provvedimento, che ieri ha incassato il parere favorevole con condizioni dalla commissione speciale di palazzo Madama, va a modificare e a integrare il Codice delle assicurazioni private (dlgs n. 205/2009), in attuazione di una delega contenuta nella legge di delegazione europea 2016/17 (legge n. 163 del 2017). Vengono, inoltre, modificate alcune disposizioni al Testo unico bancario (dlgs n. 58 del 1998).
Lo schema di decreto è stato sottoposto all’attenzione del parlamento il 21 febbraio scorso. L’esecutivo ha tempo fino al primo luglio per portare a termine l’iter, mentre l’entrata in vigore della direttiva in tutta Europa è prevista per il 1° ottobre 2018. Ma, tornando alla richiesta dei parlamentari, questa punta a modificare la disposizione contenuta nel dlgs, che prevede il versamento del premio direttamente sul conto corrente della compagnia assicurativa. Pesco ha anche aggiunto che il senato ha lavorato per assicurare più tutele al cliente, circa «il suo grado di consapevolezza e dimestichezza con i prodotti finanziari, rispetto alla difficoltà di una chiara comprensione del contratto assicurativo». In particolare, nel parere reso all’esecutivo, il senato ha chiesto che «l’informativa all’utente, sui costi e gli oneri del contratto» sia «resa in modo chiaro e in forma sia analitica che aggregata». Mentre, per «quanto riguarda le polizze vendute a distanza, la documentazione contrattuale dovrà essere inviata prima della stipula, a meno di espressa richiesta del cliente».
Fonte Italia Oggi

11/05/2018