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Corresponsione della retribuzione: modalità ammesse

Dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro (o i committenti) devono corrispondere ai lavoratori (compresi i soci delle cooperative: L. 142/2001) la retribuzione, e ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale tramite:
- bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
- strumenti di pagamento elettronico;
- pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro ha aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
- emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato (coniuge, convivente o familiare, in linea retta o collaterale, purché di età non inferiore a 16 anni).

La retribuzione non potrà più essere corrisposta in denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.

La firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione.

1) Al datore di lavoro o committente che viola l'obbligo di corrispondere la retribuzione con i mezzi indicati si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000 a € 5.000.
2) Sono esclusi i rapporti di lavoro domestico (L. 339/58) e quelli comunque rientranti nell'ambito di applicazione dei CCNL per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

Art. 1, c. 910-914, L. 27 dicembre 2017 n. 205: GU 29 dicembre 2017 n. 302 Suppl. Ord. n. 62.

26/01/2018