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Tecnodipendeze al volante

Le evolutissime dotazioni tecnologiche delle auto più recenti sono indubbiamente fonte di distrazione alla guida. Il tema è sempre quello della sicurezza, con tutti i suoi strascichi in tema di vite umane e tariffe rc auto. Questa volta però declinato in maniera diversa. “E' innegabile che fra navigatori, super stereo, smartphone, settaggi di sospensioni e clima l’abitacolo si trasforma in una sorta di albero di Natale - spiega il direttore centrale specialità della Polizia di Stato, Roberto Sgalla - E' urgente una normativa per i costruttori, è necessario l’obbligo di effettuare settaggi rigorosamente a veicolo fermo”.
Quelle del dirigente della Polizia stradale si rivelano parole profetiche visto che dall’indagine “Stetoscopio - Il sentire degli assicurati italiani”, curata dall'assicurazione online Quixa in collaborazione con l’istituto di ricerca MPS Evolving Marketing Research, viene fuori che il navigatore satellitare, utilizzato in movimento soprattutto dai giovanissimi, è più pericoloso, alla guida, del tanto vituperato cellulare. Secondo la ricerca il 40% circa degli automobilisti ha ammesso di usare mentre è al volante i dispositivi tecnologici dell'auto, mentre il 23,5% dei guidatori confessa di usare lo smartphone senza vivavoce oppure senza auricolare.
Dallo studio di Quixa emerge un'Italia che, al volante, fa di tutto tranne che guidare. Un italiano su 3, cioè il 29% dei guidatori, ammette che mentre guida mangia e, soprattutto, beve, pratica svolta tranquillamente in movimento, anche se non in maniera abituale. La situazione peggiora quando parliamo di giovani al volante. Secondo i ricercatori, gli under 44 registrano percentuali superiori ai guidatori più maturi per quanto riguarda i comportamenti a rischio. Nella fascia dai 18 ai 44 anni, un automobilista su tre, ossia il 28,1% dei guidatori, dichiara di distrarsi per girarsi a guardare i bambini, mentre nella fascia dai 45 ai 75 anni la percentuale è del 17%. Ancora peggio se si tratta di mangiare o di bere alla guida: il 40% degli under 44 ammette di farlo, contro il 19% degli over 45. Un giovane su cinque confessa di distrarsi addirittura per pettinarsi, per truccarsi o per aggiustare la cravatta, mentre solo l’11% dei guidatori più maturi mette i atto comportamenti come questi.
I più spericolati, o distratti, secondo i ricercatori, sono i giovanissimi. Ben l’84% dei giovanissimi tra 18 e 24 anni ammette che alla guida si distrae per cambiare la stazione alla radio, per impostare il navigatore satellitare o anche solo per usare altre funzionalità tecnologiche in dotazione nell'auto. Dalla ricerca di Quixa emerge che, nella loro percezione, è come se l'integrazione delle dotazioni dell’auto e l’assenza di norme specifiche rende lecito e meno rischioso l’utilizzo di queste apparecchiature. La ricerca indica inoltre che questa abitudine è più diffusa tra gli uomini (44,6%) che tra le donne (32,7%).

13/10/2017