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Pignoramento sul conto corrente per multe e bolli non pagati

Tempi grami per automobilisti e i motociclisti che omettono il pagamento della tassa di proprietà e delle multe stradali. Dal primo luglio 2017 scatterà il pignoramento del conto corrente, seguito dal prelievo diretto delle somme da saldare. Il nuovo corso interessa non solo i guidatori ma anche le diverse categorie di contribuenti.
Il meccanismo di prelievo è una diretta conseguenza dell’abolizione di Equitalia, le cui funzioni confluiscono in quelle dell’Agenzia delle Entrate. Questa trasformazione permetterà ai servizi di riscossione di attingere alle varie banche dati in possesso del Fisco, individuando le somme sui conti correnti del contribuente e bloccando quello che permette di soddisfare il credito. Il pignoramento delle somme è una procedura già in vigore dal 2005: fino ad ora, però, Equitalia poteva solo ricevere informazioni sul numero dei conti intestati al contribuente, sequestrandoli tutti a prescindere dall’entità delle somme avanzate.
L’incasso delle multe e dei bolli non corrisposti non sarà automatico. Al debitore sarà comunque notificata la cartella esattoriale, che gli darà 60 giorni di tempo per pagare quanto dovuto (chiedendo anche un’eventuale rateazione) o iniziare un procedimento di ricorso. Per debiti fino a 1.000 euro l’Agenzia delle Entrate-Riscossione aspetta altri 120 giorni, inviando un ulteriore avviso prima di intraprendere l'azione di riscossione. Scaduti i termini, senza alcuna azione del debitore, l’ente passerà al recupero coattivo delle somme.
Le Associazioni dei Consumatori si sono espresse negativamente, perché la norma travalicherebbe l’autorità giudiziaria e il diritto fondamentali dei cittadini ad essere puntualmente informati su ogni step della procedura.
Il rischio di pignoramento non dovrebbe essere l’unica tegola per gli automobilisti italiani, che presto potrebbero fare i conti con un possibile aumento del bollo. Secondo il nuovo piano di strategia energetica nazionale, l’incremento dell’imposta dovrebbe applicarsi a tutti i veicoli maggiormente inquinanti. Il provvedimento colpirà soprattutto i veicoli euro 3, visto che a oggi quasi una vettura su due appartiene a questa classe ambientale, azione che evidenzia il problema dell’anzianità del parco circolante.

28/06/2017