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Smartphone nel mirino della polizia locale di Torino

L'allenatore della Juve campione d'Italia Massimiliano Allegri è stato pizzicato a Torino dalla polizia locale mentre guidava telefonando senza l'uso dei dispositivi previsti dalla legge (auricolare o viva-voce). Non l'ha presa bene, forse pensando che le leggi valgono solo per i comuni mortali. Eppure un viva-voce sarebbe ampiamente alla portata di uno sportivo che guadagna diversi milioni di euro a stagione...
Le autorità, comunque, stanno ponendo sempre più attenzione al tema della sicurezza stradale al volante, fenomeno che coinvolge vite umane e interessa da vicino tariffe come l'RC auto. E nel mirino finisce, guarda caso, il benedetto e maledetto telefonino, prima causa di incidenti, soprattutto in Italia.
Ecco perché, proprio la polizia municipale di Torino è intervenuta preventivamente sull'argomento in maniera precisa. Con la circolare 32 del 19 aprile 2017, infatti, ha stabilito che chi resta coinvolto in un grave incidente stradale, avrà l'obbligo di esibire agli organi di polizia il telefonino cellulare, in modo che gli agenti possano verificare le eventuali distrazioni tecnologiche del guidatore. Se l’interessato si rifiutasse di collaborare, gli verranno sequestrati sia il tablet che lo smartphone, e il soggetto stesso, a quel punto, sarà sottoposto a perquisizione. In questo senso, la polizia locale di Torino distingue tra distrazioni manuali, cognitive e visive, possibili pericoli per sé e per altri.
Fonti di prova digitale. In pratica, a Torino, nel caso in cui si verifichi un incidente e gli agenti intervengano per i rilievi per sinistro stradale grave, il comando piemontese potrà approfondire la ricerca andando a scovare le fonti di prova digitale: per questo, d'accordo con la procura, i vigili torinesi hanno deciso di adottare questo protocollo ad hoc, che ha come fine quello di mettere sotto esame, sulla scena dell’incidente, ogni dispositivo tecnologico in dotazione sia al veicolo che alle persone che occupano l'auto.
Perquisizioni hi-tech. In caso di sequestro del veicolo, verrà dettagliata la presenza a bordo di sistemi di navigazione, di eventuali scatole nere o di telecamere di bordo. Nel caso di dispositivi personali come i cellulari o i tablet, recita la circolare torinese, l'autorità dovrà procedere alla richiesta di acquisire i dati direttamente dai dispositivi in possesso degli occupanti l'auto: se le persone si rifiutano di dare il consenso a effettuare gli accertamenti sui vari dispositivi, questi verranno sequestrati. Se poi il proprietario dell'auto farà resistenza, sarà sottoposto a una perquisizione personale. I laboratori di tecnologie forensi del comando dei vigili torinesi provvederà a estrarre, dai dispositivi, la maggior parte delle fonti di prova digitale, mentre compito della pattuglia d’infortunistica, durante l’intervento, sarà quello di recuperare il maggior numero d'informazioni sia sui PIN che sui codici di sblocco dei vari dispositivi, informando i magistrati nel caso di ipotesi complesse.

09/06/2017