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Verso l'assicurazione sanitaria obbligatoria

In Italia diventa sempre più urgente l'introduzione di una assicurazione sanitaria obbligatoria, simile a quello in vigore in Germania fin dal 1995, per sostenere le necessità di oltre tre milioni di persone, tra disabili gravi, malati di Alzheimer e persone molto anziane affette da altre patologie legate all'età, che vivono in condizioni di non autosufficienza e a cui il Sistema Sanitario Nazionale non è più in grado di provvedere.
È quanto emerso da un interessante seminario dal titolo “Dalla non autosufficienza alla vita indipendente”, tenutosi 17 maggio scorso a Roma per iniziativa della Associazione Luca Coscioni, creata per promuovere la libertà di cura e di ricerca scientifica, l'assistenza personale autogestita, e per affermare i diritti umani, civili e politici delle persone malate e disabili anche nelle scelte di fine vita.
Quello della non autosufficienza di moltissime persone anziane e malate è un problema molto serio, destinato tra l'altro ad aggravarsi nel tempo per il progressivo invecchiamento della popolazione italiana. Perché allora non copiare dalla Germania, che da più di vent'anni ha introdotto la “Pflegeversicherung”, un'assicurazione obbligatoria finanziata con il metodo contributivo che interviene in caso di grave e protratto bisogno di cura e assistenza (o qualora ci sia bisogno di aiuto nella conduzione domestica), creandone una analoga in Italia?
I destinatari della proposta, lanciata durante il seminario da medici, psichiatri, parlamentari e alti dirigenti di enti pubblici, sono il Parlamento, il Governo e i partiti, che dovrebbero esaminare a fondo questa delicata questione e presentare precise proposte di intervento, quantificando la risorse necessarie e indicando i mezzi di copertura finanziaria.
A questo proposito il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha concluso il seminario con una video-intervista, ha sottolineato la necessità di reperire risorse aggiuntive per incrementare quanto già previsto nei nuovi LEA (Livelli essenziali di assistenza) e nel piano nazionale per la cronicità, e di introdurre ulteriori politiche di prevenzione delle malattie mentali.

22/05/2017